Lettori fissi

venerdì 23 settembre 2011

LA SCOLASTICA

La Filosofia medievale

La filosofia nel medioevo coincide con la Scolastica, cioè con la filosofia e la teologia insegnate nelle “scholae” (e successivamente nelle università) in un arco di tempo che va dall’ VIII al XIV secolo.

Di solito si individuano 4 periodi: prescolastica (VIII-IX secolo); alta scolastica (XI- fine del XII); seconda scolastica (XIII secolo); dissoluzione della scolastica (XIV secolo)

Il termine stesso fa comprendere che la filosofia e la teologia in questo periodo sono pensate in un rapporto molto stretto con l’insegnamento

Il metodo scolastico

La verità non è più concepita come una ricerca originale e individuale, ma come uno sforzo collettivo per chiarire e approfondire, entro i limiti del magistero ecclesiastico, la verità rivelata da Dio.

Assume quindi un peso enorme l’interpretazione delle auctoritates (apostoli, padri della Chiesa, Concili, ecc.)

L’attività nella schola si articola in Lectio (lettura ad alta voce e commento di un testo); Disputatio (discussione di una quaestio, cioè di un problema, attraverso la comparazione dei pareri delle auctoritates) Abelardo (1079-1142) fissa nel Sic et non il metodo della disputatio.

I principali momenti della scolastica fino al XII secolo

La scuola Palatina (Alcuino di York 735-804, Scoto Eriugena810-877)
Anselmo d’Aosta (1033-1100): Proslogion e prova ontologica
Scuola di Chartres (Bernardo di Chartres, nani sulle spalle di giganti)
Lo spiritualismo cistercense (Bernardo di Clairvaux, 1091-1153: santa ignoranza; fuggire da Babilonia)

La filosofia islamica e il suo apporto

Pro e contro la ragione filosofica: Algazel (al-Ghazali, scrive la distruzione dei filosofi e Averroè, Ibn-Rushd risponde con La distruzione della distruzione dei filosofi)

Avicenna, Ibn-Sina, “platonico”

Averroè, aristotelico. Grazie a lui Aristotele torna in Europa

La questione degli universali

Il problema di Porfirio: vere realtà o semplici nozioni mentali?
Le due soluzioni:

Nominalismo: vox

Realismo : res

Abelardo: l’universale è sermo, cioè un predicato dotato di un significato corrispondente a caratteristiche comuni reali
Tommaso: ante rem, in re, post, rem.

San Tommaso

Ragione e fede hanno lo stesso oggetto (Dio, la natura, l’uomo)
Ragione e fede concordano
Se vi fosse disaccordo, la ragione dovrebbe cedere alla fede
In modo autonomo dalla fede la ragione la supporta
La teologia migliora la filosofia

Essere, essenza, esistenza

Solo in Dio essenza ed esistenza coincidono (Essere in senso assoluto)
In tutti gli altri esseri essenza ed esistenza sono separate (l’esistenza la ricevono da Dio nell’atto della creazione): le creature hanno la vita, ma non sono la vita

Le prove dell’esistenza di Dio

Ogni cosa è mossa da altro (cosmologica)
Ogni cosa ha una causa efficiente (causale)
Ogni cosa è contingente (Contingenza)
Esistono vari gradi di perfezione (gradi di perfezione)
Ogni cosa ha un fine (finale)

La dissoluzione della scolastica

Ruggero Bacone (1210-1292): la verità deriva da un progresso costante delle facoltà e della tecnica e più che l’autorità vale l’esperienza)

Guglielmo di Ockham (1280-1349): la scienza si basa sull’esperienza (empirismo); l’universale è solo una convenzione che permette di usare un unico segno per molte cose; conosciamo solo le qualità e mai le sostanze; il principio di causa non esiste; credere è un puro atto della volontà.